M5S, regolare le attività ricettive non convenzionali.

Un settore dalle grandi potenzialità che va regolato ma non soffocato e nel contempo messo in condizione di non generare concorrenza sleale rispetto alle strutture tradizionali.


 “Un settore in grande espansione, grazie alle nuove piattaforme telematiche, che va regolamentato e messo a regime. Senza soffocarlo, ma garantendo al tempo stesso gli operatori turistici tradizionali”.
Lo dicono i deputati M5S che con Daniele Pesco e Mattia Fantinati hanno organizzato e partecipato all’evento ‘Le locazioni brevi nella sharing economy’ che, oggi alla Camera, ha riunito un ampio panel di esperti e addetti ai lavori.

 

“La nostra proposta di legge - spiega Pesco, primo firmatario di un testo sulla materia - riserva una tassazione agevolata, che può vedere anche la piattaforma fare da sostituto di imposta e operare la ritenuta alla fonte, a chi svolge attività ricettiva a livello non professionale. Si tratta di una aliquota al 10%, equivalente alla cedolare secca per i canoni concordati”.

 

“La condivisione, la dimensione ‘social’ è sempre più importante, pure nel settore turismo. Così come conta tantissimo il fattore reputazionale - aggiunge Fantinati - che viene accentuato proprio dallo scambio di esperienze su queste piattaforme innovative”.

 

“Tuttavia bisogna tarare gli obblighi fiscali e regolamentari in modo da esaltare le opportunità che la sharing economy offre senza generare concorrenza sleale a scapito dei professionisti del comparto”, chiudono i deputati M5S.

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